Dal 10 settembre del 1997 credo e mi attivo fortemente in questo Progetto (vd. Sezione "Articoli su Quotidiani": Articolo 'La Stampa, 1997', Articolo 'Eco di Biella, 1997' e Articolo 'La Stampa, 2011'), oggetto del mio libro, che nasce dalla volontà di sanare alle radici la piaga della violenza sull’Infanzia.
Alcuni risultati di forma li ho ottenuti in Italia proprio in quell’anno (dopo la consegna brevi manu di una mia lettera al Presidente della Repubblica è stata promulgata la Legge n. 451 del 23.12.1997 che istituisce la Giornata italiana dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in ricordo della ricorrenza della firma della Convenzione Internazionale).
Tuttavia la forma della legge si deve tradurre nella sostanza dei risultati per giungere allo scopo.
Quando si pensa alla violenza perpetrata sui Bambini l’immaginazione porta a casi lontani, in Paesi poco sviluppati o in Paesi coinvolti in conflitti armati. Per violenza sull’Infanzia, invece, si intende qualsiasi forma di offesa fisico-morale posta in essere non soltanto nelle forme più eclatanti dei genocidi in regime di guerra, ma altresì in quelle subdole e silenti del tetto domestico. Violenze fisico-morali aggravate dall’indifferenza degli adulti sordi al grido di un Bambino.
Un Bambino che è una vittima non è che un Bambino, senza appartenenza religiosa o culturale: è e rimane solo un Bambino violato dagli abominevoli gesti di qualche ripugnante adulto.
E’ per questo motivo che io qualifico come “terrorismo sull’Infanzia” ogni forma di violenza fisico-morale perpetrata sui Bambini, indifferenza e trascuratezza incluse. Per estirpare il germe del “terrorismo sull’Infanzia” non basta intervenire giuridicamente o socialmente sugli effetti devastanti, benché si tratti di attività comunque necessaria. Bisogna risalire alle origini e sanarle. E’ necessario risalire sino alle cause generatrici, quelle autentiche, per guarire e prevenire la piaga. Dobbiamo risalire alle mani attraverso cui la Vita dei Bambini si genera, si forgia e fra le quali dovrebbe essere protetta: la famiglia.
In particolare, il ruolo determinante nel far crescere le generazioni di domani durante i primi anni di vita è quello delle donne, delle madri: protettrici ed educatrici. Per restituire loro tale ruolo chiave è necessario emanciparle, sgravarle da qualsivoglia discriminazione, garantire loro la possibilità di poterlo onorare con dignità. Il che significa anche ri-educare gli uomini a riconoscere nelle donne un soggetto di pari diritti a cui rivolgere ogni forma di rispetto e dignità nella famiglia, nel lavoro, nella società e nelle Istituzioni. E’ necessario sia riportare l’uomo che si è smarrito a una paternità responsabile che tuteli la figura materna all’interno della famiglia, sia rigenerare nella donna che l'ha perduta la consapevolezza piena che il padre ha pari diritti nei confronti della prole (non soltanto doveri).
In sintesi, urge un impegno forte e collaborativo da parte di tutti gli adulti.
La comunità internazionale concorda sul legame a doppio filo fra condizione delle donne e Bambini:
- “La discriminazione contro le donne di tutte le età priva i Bambini del mondo della possibilità di raggiungere il loro potenziale”, Kofi A. Annan, ex-Segr. Gen. ONU–2006.
- “L’uguaglianza di genere e il benessere dei Bambini vanno mano nella mano. Dichiarazioni, convenzioni e obiettivi non sono abbastanza. Bisogna passare dalle parole ai fatti”, Ann M. Vennan, Dir. Gen. UNICEF–2006.
La realizzazione del Progetto, dunque, desidera essere “una goccia nell’oceano dei bisogni dell’Infanzia, contro la violenza e l’indifferenza”.
Animata da uno sconfinato Amore per i Bambini desidererei infatti che il Progetto si concretizzasse in un diffuso momento di richiamo spirituale e di riflessione etico-sociale, che sancisca il preciso dovere morale di ogni adulto nel proteggere la Vita e, quindi, i Bambini. Tale momento è ben espresso dall’istituzione a calendario di questa festività mondiale Loro dedicata, al di sopra delle differenti origini, religioni, culture, etnie. Un abbraccio comune intorno al mondo dei Bambini.
La comunità internazionale ha già segnalato la necessità di intervenire a tutela dell’Infanzia. Tuttavia, non si è ancora mai intervenuti con una concreta iniziativa globale. Eppure, come il prof. Paulo Sergio Pinheiro lo definisce nel terrificante “Studio sulla violenza sui Bambini” commissionato da Kofi Annan nel 2003 e dallo stesso completato nell’Agosto del 2006, il problema è un’emergenza globale (220 milioni di Bambini vittime di abusi), e addirittura è un fenomeno spesso socialmente accettato. Nel rapporto si registrano i vari tipi di violenza, dalla prostituzione al bullismo a scuola, sviluppata in diversi ambienti e luoghi della Vita dei Bambini: a casa, nella comunità e nelle Istituzioni.
Tutti i rapporti UNICEF 2006-2007, che ho citato sopra, insieme al “2° rapporto di Aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza in Italia anno 2005-2006”, alla luce della gravità dell’emergenza globale in corso richiedono l’avvio di un impegno fattivo da parte di Governi e Istituzioni, nel pieno rispetto del loro ruolo. Ruolo attento alle politiche e alla destinazione di risorse per l’Infanzia e l’Adolescenza, dunque, responsabile nel garantire il rispetto dei diritti previsti dalla Convenzione Internazionale.
Ad esempio, raccomanda il Comitato ONU all’art. 53, l’impegno prevede anche che:
a) si prendano tutte le misure necessarie, incluse campagne di sensibilizzazione e formazione adeguata del personale coinvolto, per prevenire ed eliminare la discriminazione nei confronti dei Bambini;
b) si permettano visite periodiche ai Centri di accoglienza e agli Istituti penali minorili da parte di soggetti indipendenti e imparziali che assicurino che la libertà del minore venga tutelata;
c) si provveda a formare sui diritti dell’Infanzia coloro che devono amministrare la giustizia minorile.
Confucio disse: “un viaggio di mille miglia inizia dal primo passo”.
Mi sembra, dunque, che l’emergenza globale in corso abbia tutta l’urgente dignità per esigere un primo passo su base mondiale.
Nasce così, come ho raccontato, l’iniziativa dell’istituzione della “Giornata Mondiale del Bambino” a calendari unificati (in tutti i Paesi) quale punto fermo per tutti che sancisca l'obiettivo comune di tutelare l'infanzia e il dovere di unanime levata di scudi per pretendere che lo sia.
Non bisogna essere necessariamente funzionari dell’UNICEF per non essere indifferenti ai Bambini.
Prova ne sia che il mio percorso professionale è sempre stato di matrice economico-finanziaria. Tuttavia, la mia vita personale non avrebbe mai avuto un senso se non mi fossi dedicata anima e corpo a questa iniziativa. Da quando ho iniziato nel 1997 il mio lungo viaggio nella realizzazione di questo Progetto ho tentato di imboccare molte strade, profondendo enormi sforzi nel mettermi in contatto con tutte le Istituzioni.
Gandhi diceva: “So quanto sia difficile seguire la sublime legge dell’Amore. Ma le cose grandi e buone non sono tutte difficili? (…) Ma con la grazia di Dio anche questa cosa difficilissima diventa facile a farsi, se lo vogliamo”.
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Foto: 'bimba francese picchiata' fino al coma (Luna Monet, di 4 anni) dal padre Julien Monet a Roma nel 2008.